Bologna, 21 lug. – Dopo Lavoro, Salute e Abitare, Legacoop Bologna apre un quarto fronte della Programmazione 2026 “Percorsi di sviluppo mutualistico“: il Welfare, inteso come costruzione di relazioni sociali di prossimità tra cooperazione e territorio.
A tracciare la cornice è stato Simone Fabbri, responsabile relazioni esterne e sostenibilità di Legacoop Bologna, che ha ricostruito i recenti avanzamenti dei percorsi: il tavolo Lavoro, dedicato ad attrattività e leve di cambiamento, ricambio generazionale, attrazione di talenti, inclusione lavorativa e sviluppo delle competenze; il tavolo Salute, che ha affrontato in modo verticale il tema della sanità integrativa, con un secondo capitolo dedicato a prevenzione primaria e secondaria, screening e ricerca; e il percorso sull’Abitare, presentato il 15 luglio con la ricerca sull’accessibilità abitativa condotta insieme a SURLAB Bocconi.
«Il tavolo Welfare» ha spiegato Fabbri «nasce come filone separato dal tema Salute, con l’obiettivo di condividere, tra cooperative e stakeholder, una lettura del rapporto tra cooperazione, comunità e territorio: capire come la cooperazione agisce localmente e quali relazioni positive riesce a generare attraverso la propria attività, per restituirne all’esterno un’immagine chiara».

È stato poi chiarito il perimetro del percorso: tra gli iscritti sono emerse diverse esperienze di welfare aziendale rivolto ai dipendenti delle cooperative, ma l’ambizione del tavolo è un’altra, guardare al welfare come leva rivolta al territorio, non solo verso l’interno delle organizzazioni.
Daniela Longo di SCS Consulting ha illustrato gli obiettivi del tavolo: valorizzare la cooperazione come leva di empowerment comunitario e rafforzare le reti locali e le alleanze intersettoriali. Il percorso seguirà, come per gli altri filoni, tre fasi operative: ricerca, confronto e restituzione.

Tra gli interventi, la Professoressa Maria Letizia Guerra, delegata per l’impegno pubblico dell’Università di Bologna, ha descritto il ruolo dell’ateneo come osservatore privo di strumenti operativi diretti, ma interessato a costruire insieme alla cooperazione nuove chiavi di lettura e possibili soluzioni.
Dai cooperatori e dalle cooperatrici è stata sottolineata l’importanza di sistematizzare le esperienze di co-progettazione già in corso, comprese le criticità che le accompagnano: uno degli obiettivi del percorso sarà proprio individuare gli elementi e le modalità con cui si co-progetta, per poi trasmetterli agli stakeholder.