Bologna, 22 giugno 2026 – Nella sede della Cooperativa Dozza si è tenuto il primo workshop del percorso tematico Abitare, uno dei cinque percorsi di sviluppo mutualistico avviati da Legacoop Bologna nel 2026.
Dopo il lavoro e la salute, la cooperazione bolognese si confronta su un’altra emergenza che attraversa il territorio metropolitano: il diritto alla casa.
Un tema caldo che necessita svolte strutturali
Ad aprire i lavori è stata Rita Ghedini, che ha ripercorso le iniziative messe in campo da Legacoop Bologna sull’emergenza abitativa: dalla proposta di una piattaforma finanziaria e di sviluppo da alimentare con fondi europei, ai diversi filoni di iniziative per trovare canali di finanziamento dedicati all’edilizia residenziale sociale. Un impegno costante, che però si dovrà tradurre in una politica strutturale.
I numeri
I dati confermano un’incidenza del canone di locazione sul reddito familiare più pesante a Bologna che nella media nazionale. Le cooperative a proprietà indivisa associate a Legacoop Bologna gestiscono oggi 3.635 alloggi di edilizia residenziale sociale, di cui 2.995 nel solo Comune di Bologna, con canoni significativamente inferiori a quelli di mercato.
Il confronto si è poi sviluppato lungo le tre direttrici di interesse principale: famiglie, studenti e anziani.
Sul fronte delle famiglie, il patrimonio di Edilizia Residenziale Sociale conta 1.902 alloggi (1.160 nel Comune di Bologna, 742 negli altri comuni), affiancato da un sistema di Edilizia Residenziale Pubblica che vede però 6.668 famiglie ancora in graduatoria a fronte di un patrimonio di circa 12mila alloggi.
Tra le iniziative più recenti, il progetto “Affitto civico”, un patto tra proprietari e inquilini pensato per favorire i contratti a canone concordato su immobili pubblici e privati nel Comune.
Per gli studenti fuori sede emerge un dato significativo: calano gli arrivi da altre regioni italiane, mentre cresce la componente internazionale, in un mercato dove una stanza singola costa in media 630 euro al mese.
Sugli anziani, il quadro incrocia solitudine, non autosufficienza e costi crescenti delle strutture di accoglienza: sulle 76 strutture del territorio (19 CRA), solo 15 sono gestite da cooperative o consorzi di cooperative, a fronte di tariffe medie che vanno dai 22,50 euro al giorno delle strutture a bassa intensità fino a oltre 80 euro per le case di riposo.
A fare da contraltare a questi numeri, il caso concreto portato da una delle cooperative in sala: 750 famiglie in lista per un appartamento, un dato mai registrato prima nella storia della cooperativa, con un canone di riferimento di 82 euro al metro quadro annuo che si traduce in un tasso di morosità inferiore al 2%.
Modelli alternativi: le risposte delle associate
Tra le proposte emerse nel confronto, due esperienze hanno offerto chiavi di lettura diverse. Piazza Grande ha richiamato l’attenzione sulla necessità di non isolare il tema della casa da quello dei servizi e dei trasporti, per non rischiare una città a doppia velocità, con il centro per chi può permetterselo e i margini per tutti gli altri. L’esperienza di social housing, Pop-House, realizzata a Calderara con il Comune ha mostrato come offrire garanzie ai proprietari — assicurando il pagamento dell’affitto e una mediazione solida — possa essere una leva efficace per liberare patrimonio privato.
Open Group ha poi raccontato il lavoro del Consorzio l’Arcolaio, partito da una mappatura del patrimonio immobiliare inutilizzato sul territorio e arrivato a sperimentare progetti di “buy to rent” e di recupero anche in aree dell’Appennino poco connesse. Una disponibilità dei cittadini a investire su questi temi che, secondo Open Group, non sempre trova interlocutori altrettanto pronti tra i policy maker.
Prossimi passi
Il workshop del 22 giugno ha avviato un percorso che, sul modello già sperimentato per il tema del Lavoro, proseguirà nelle prossime settimane con un’azione di approfondimento sui dati e sulle proposte emerse, a cui seguirà il confronto più ampio con gli attori istituzionali del territorio.
Il prossimo workshop, il secondo dedicato al tema dell’abitare, è previsto per mercoledì 15 luglio alla Fondazione Barberini.



