Un’intelligenza artificiale etica, sviluppata coniugando valori cooperativi, governance partecipata e impatto sociale, alternativa agli strumenti costruiti da poche grandi piattaforme tecnologiche estrattive: di questo si è discusso il 4 giugno presso la Fondazione Ivano Barberini, al primo convegno italiano dedicato al tema, «Cooperative AI – Per un’intelligenza artificiale cooperativa tra educazione, etica e democrazia». Una giornata di lavoro promossa da AlmaVicoo, Fondazione Pico, Coo.de, Indicoo e Open Formazione, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.
Al centro della mattinata, la presentazione del paper Cooperative AI, che propone una scoping review delle relazioni tra cooperazione e intelligenza artificiale, analizzando come i principi cooperativi possano orientare la progettazione, la governance e lo sviluppo etico delle tecnologie intelligenti. A partire da un’analisi sistematica di 70 contributi scientifici pubblicati tra il 2016 e il 2025, il lavoro individua quattro principali aree di ricerca: Cooperative AI e dilemmi sociali, governance cooperativa dell’IA, Artificial Intelligence for Ethical Cooperation (AI4EC) e Democratic AI.
I risultati mostrano come la cooperazione offra un quadro trasversale – tecnico, politico ed educativo – in grado di promuovere approcci inclusivi, partecipativi ed eticamente fondati alla trasformazione digitale. In questa prospettiva, la dimensione educativa non si limiterebbe ai contesti formali di istruzione, ma includerebbe processi diffusi di apprendimento collettivo, costruzione di competenze e consapevolezza socio-tecnica che coinvolgono cittadini, educatori e organizzazioni. Mettendo in luce tendenze e vuoti di ricerca, l’articolo sostiene che riportare la cooperazione al centro del dibattito sull’IA significa riaffermare il ruolo collettivo di questi attori nella costruzione di tecnologie orientate al benessere democratico e sociale.
Foto di Alessandro Ruggeri
«Gli strumenti di intelligenza artificiale presenti oggi sul mercato amplificano le disuguaglianze invece di ridurle: l’opposto di quello per cui la cooperazione esiste – ha affermato Simone Gamberini, presidente Legacoop –. Ogni volta che il mercato ha prodotto esclusione, la cooperazione ha saputo costruire una risposta collettiva. Adesso intendiamo fare lo stesso, costruendo un’intelligenza artificiale all’altezza dei nostri valori».
Sul valore del lavoro presentato è intervenuta anche Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna: «Il lavoro offre un contributo particolarmente rilevante perché restituisce alla cooperazione un ruolo centrale anche nei processi più avanzati di innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnica, ma chiama in causa modelli di governance, responsabilità collettiva e visioni di sviluppo. In questo senso, i principi cooperativi – centralità della persona, partecipazione democratica, inclusione, attenzione all’impatto sociale – rappresentano un riferimento concreto per orientare la progettazione e l’utilizzo delle tecnologie intelligenti».
Una lettura che restituisce all’IA anche una dimensione socializzante ed educativa. «Di certo è significativo che emergano con forza da questo lavoro accademico anche le dimensioni educativa e culturale: la trasformazione digitale richiede competenze diffuse e consapevolezza, e investe l’intera comunità – ha aggiunto Ghedini –. Riportare la cooperazione al centro di questo dibattito significa riconoscere che l’innovazione può e deve essere governata in modo aperto e condiviso, per produrre valore sociale e rafforzare la qualità democratica dei nostri sistemi».
Alla mattinata dedicata alla presentazione dei risultati è seguito un dialogo con esperti nazionali e internazionali sulle connessioni tra università e impresa che questa tecnologia rende possibili. Il pomeriggio ha invece ospitato tavoli di lavoro tra università e mondo cooperativo.
«Assicurare che la tecnologia serva l’umanità, protegga il lavoro, il pianeta e non lasci nessuno indietro: è l’obiettivo di Cooperative AI. Fondazione PICO sta lavorando con ICA – International Cooperative Alliance per costruire un progetto su questi temi, e il convegno di Bologna è il primo contributo italiano concreto al progetto» ha concluso Piero Ingrosso, presidente Fondazione Pico — Digital Innovation Hub di Legacoop.








