Bentivoglio, 18 lug. – Una storia lunga milioni di anni, che parla di natura, esseri umani e strategie per la sopravvivenza. È quella che ha raccontato Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, protagonista del secondo appuntamento della rassegna Cooperare per evolvere, organizzata da Legacoop Bologna nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni dalla sua ricostituzione.
Dopo il primo appuntamento che ha avuto come protagonista, Stefano Mancuso, nel parco di Villa Smeraldi a Bentivoglio, Pievani ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante alla scoperta delle radici evolutive della cooperazione, un concetto spesso oscurato da narrazioni centrate sulla competizione e sulla “sopravvivenza del più forte”. Proprio da qui ha preso le mosse il suo intervento: dalla necessità di superare il paradosso darwiniano dell’altruismo, secondo cui l’evoluzione premia l’interesse individuale, e quindi, apparentemente, escluderebbe ogni forma di collaborazione disinteressata.
Dopo i saluti introduttivi di Simone Fabbri, responsabile relazioni esterne e sostenibilità di Legacoop Bologna, la parola è passata poi alle cooperative che hanno sostenuto l’evento, NCV e Open Group.
Samanta Zucca, Presidente della cooperativa NCV Trasporti e Logistica, ha ricordato l’efficienza del modello cooperativo, dove “Da soli si va veloci, ma insieme si va molto più lontano”, evidenziando come in NTV ci siano 28 nazionalità che convivono ogni giorno in cooperativa “e che per noi è un valore aggiunto, non un ostacolo. Zucca ha ribadito il ruolo centrale della fiducia e del mutualismo nel percorso imprenditoriale di NCV, esprimendo la volontà di continuare a contribuire attivamente alla rete cooperativa di Legacoop.
A seguire, l’intervento di Anna Rita Cuppini, direttrice generale di Open Group: “Per noi, cooperazione ed evoluzione sono concetti cuciti addosso. Crediamo profondamente che il modello cooperativo sia in grado di sostenere il cambiamento, generando valore sociale e politico nei territori.” Cuppini ha ricordato che la cooperazione non è una pratica astratta ma un agire quotidiano, concreto, fatto di azioni che trasformano e incidono sulla vita delle comunità. “Essere cooperanti oggi è una scelta di responsabilità. E anche un motivo di orgoglio”.
Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, ha ricordato come “Cooperare per evolvere è un paradigma controintuitivo in un’epoca segnata dal conflitto e dalla competizione. Eppure siamo convinti che la collaborazione sia la chiave per avere futuro.” Ghedini ha ricordato che le cooperative hanno un’aspettativa di vita doppia rispetto alla media delle imprese e che la loro nascita, nel dopoguerra, fu pensata come strumento di ricostruzione democratica. “Il pensiero lungo è nel nostro DNA.”
Il microfono passa poi al protagonista della serata, Telmo Pievani, che ha provato a decostruire la retorica della competizione come unico motore dell’evoluzione. “La cooperazione non dovrebbe esistere, e invece esiste eccome”, ha esordito, introducendo il cosiddetto “paradosso dell’altruismo”, secondo cui in un modello evolutivo puramente individualista i comportamenti cooperativi non dovrebbero sopravvivere. Eppure in natura, dall’etologia dei primati fino alla biologia cellulare, la cooperazione si manifesta in molteplici forme: “Esistono animali che si espongono al pericolo per avvisare il gruppo. Esistono cellule che, per il bene dell’organismo, si autodistruggono quando iniziano a mutare in modo pericoloso. Questo si chiama apoptosi. È un altruismo genetico”.
Pievani ha messo in discussione la lettura tradizionale della teoria darwiniana, spesso semplificata in chiave competitiva, mostrando invece quanto fosse già presente in Darwin una riflessione più complessa: “Darwin ci dice che vivere in un gruppo cooperativo, a lungo andare, può garantire maggiori possibilità di sopravvivenza anche a chi ne fa parte. È un pensiero lungo. La logica del gruppo può prevalere su quella del vantaggio individuale.” Da qui il riferimento alle forme più sofisticate di cooperazione, come la simbiosi: “I mitocondri delle nostre cellule erano un tempo batteri liberi, che hanno scelto di fondersi in un organismo più grande. Hanno rinunciato alla loro autonomia per diventare parte di qualcosa di più complesso. Questo è il massimo livello della cooperazione.”
Pievani ha riflettuto poi sulle implicazioni culturali e sociali: “La cooperazione è potente, ma fragile. È sempre sotto attacco da parte del free rider, l’opportunista che trae vantaggio senza contribuire. Per questo va curata, manutenuta, protetta.” E ha messo in guardia dal rischio del tribalismo, cioè della cooperazione chiusa in piccoli ‘noi’ contrapposti ad altri: “Siamo bravissimi a cooperare con chi ci somiglia. Ma il passo evolutivo decisivo è quando impariamo ad allargare quel ‘noi’.”
“Sarebbe bellissimo se un giorno il ‘noi’ non fosse solo la nostra tribù” ha concluso Pievani, “ma tutta la specie umana. Anzi, tutta la vita sulla Terra. È questo il pensiero lungo che ci serve. Le grandi sfide di oggi – dal cambiamento climatico alle disuguaglianze – sono come le cattedrali: progetti che iniziamo sapendo che non li vedremo finiti. Ma è nostro dovere cominciare a costruirli, con fiducia e responsabilità verso chi verrà dopo.”
Il prossimo appuntamento di Cooperare per evolvere, incentrato sulla scienza, sarà il 9 luglio presso il Tecnopolo di Bologna e avrà come ospiti Luisa Ciffarelli e Sergio Bertolucci in dialogo con Francesco Ubertini. La partecipazione è come sempre gratuita previa iscrizione a questo link.













































