Bologna, 23 mag. – Sei atenei regionali coinvolti, 50 team universitari e 15 eventi per un’iniziativa giunta all’undicesima edizione. È lo Startup Day, evento che mette insieme ricerca, innovazione e nuova imprenditorialità.
Un’occasione concreta per valorizzare le competenze degli studenti, creare connessioni tra accademia, imprese e istituzioni e favorire la nascita di nuove startup. Il tema della sostenibilità – ambientale, economica e sociale – è stato uno dei fili conduttore dell’intera giornata, in cui sono emersi modelli alternativi di impresa e nuovi paradigmi di trasferimento tecnologico.
Ad aprire i lavori è stato Claudio Melchiorri, Delegato per i Rapporti con le imprese e ricerca industriale, dell’Università di Bologna: “Con l’Università di Bologna facciamo scouting e formazione costante, un lavoro che dura tutto l’anno e lo Startup day è la vetrina per fare vedere alla società il nostro lavoro in termini di nuove idee.”,
Marina Silveri, Vicepresidente della Fondazione Ecosister e Direttrice Operativa di ART-ER, ha ricordato come il progetto Ecosister, nato tre anni fa e finanziato dal PNRR, sia oggi uno strumento concreto per sostenere la transizione green. “Abbiamo lavorato su innovazione, public engagement, formazione imprenditoriale e incubazione: questa giornata è il culmine di un processo partito l’anno scorso.” Poi l’invito a studente e studentesse: “Siete in un territorio che offre grandi opportunità: approfittatene!”
Tutti i principali atenei della regione – da Parma a Modena e Reggio Emilia, da Ferrara a Bologna – hanno partecipato attivamente al progetto, mettendo in evidenza l’importanza del lavoro di rete e dell’interdisciplinarietà. Come ha sottolineato Daniel Milanese (Università di Parma), “è grazie a un ecosistema ricco e ben strutturato che le università riescono a rispondere efficacemente alle sfide poste dalle imprese, accompagnando le tecnologie sviluppate nei laboratori verso il mercato.”
Concetti ribaditi anche da Enrico Bracci (Università di Ferrara), che ha parlato della terza missione come di un “bene comune”, e da Marco Bianconi (CNR Bologna), che ha evidenziato l’evoluzione del rapporto con il mondo produttivo grazie a iniziative come Ecosister. Un appello alla collaborazione è arrivato anche da Bernardo Balboni (Università di Modena e Reggio Emilia): “Le università devono guardare al lungo periodo per generare impatto reale. L’evento di oggi è un innesco per farlo”.
Nel corso della giornata sono intervenuti anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo finanziario. Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo sviluppo economico e green economy, ha sottolineato l’importanza delle relazioni di filiera, della progettazione condivisa e del posizionamento europeo. “Non basta dare fondi alle startup, dobbiamo diventare loro partner. Solo così potremo affrontare la competizione globale e costruire alleanze strategiche”.
A ribadire il ruolo del sistema finanziario come alleato, Alessandra Florio (Intesa Sanpaolo) ha illustrato il lavoro dell’Innovation Center e i programmi di accelerazione per accompagnare le giovani imprese. Simone Fabbri (Legacoop) ha messo l’accento sull’impatto sociale delle startup cooperative e sulla necessità di sviluppare modelli imprenditoriali rigenerativi, capaci di rispondere ai bisogni collettivi: “La cooperazione è una forma d’impresa che ridistribuisce valore e mette al centro le persone e le comunità. La sostenibilità deve essere integrata e sistemica”.
Nella sezione pomeridiana si è discusso di citizen science, metriche d’impatto, valutazione della sostenibilità e ruolo strategico delle università nel costruire territori attrattivi e vivibili. Tra i concetti chiave emersi: la necessità di coniugare output scientifici e outcome sociali, usare i dati in modo predittivo, sviluppare linguaggi accessibili per comunicare l’innovazione.
In particolare Legacoop Bologna ha curato il Workshop “Dare forma alle idee”: un laboratorio gratuito dedicato all’impostazione di un progetto imprenditoriale ad ownership condivisa e caratterizzato dalla generazione di impatto per introdurre la metodologia formativa del percorso Coopstartup Changemakers, un’opportunità di accompagnamento alla progettazione e allo sviluppo di idee imprenditoriali capaci di promuovere un cambiamento in ambito economico, sociale, ambientale e culturale. Attraverso la condivisione di un approccio progettuale specifico (lateral-critical-incremental-thinking) e l’introduzione di uno strumento pratico, le persone partecipanti hanno messo in pratica le competenze necessarie ad avviare un progetto imprenditoriale.
Numerosi i premi assegnati. Legacoop Bologna ha premiato due team imprenditoriali della Call4Startup 2024-2025 che l’Università di Bologna ha rivolto a studenti e laureati da meno di 3 anni. Si è aggiudicato il premio “Collective Horizon”, per l’iniziativa capace di creare soluzioni che generano inclusione, solidarietà e benessere condiviso, il progetto Rete Laye, una piattaforma che connette migranti, organizzazioni e aziende con mediatori culturali qualificati; a vincere il premio “Sharing Sustainability” per il progetto che ha dimostrato come la sostenibilità possa essere un percorso collettivo e cooperativo è invece Nolly, un sistema di noleggio per condividere beni inutilizzati.
Lo Startup Day si conferma così un punto di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione in Emilia-Romagna. Un laboratorio di idee, alleanze e nuovi modelli d’impresa orientati all’impatto e alla sostenibilità.





















































