Bologna, 28 apr. – Ad aprile Legacoop Bologna ha avviato tre dei cinque percorsi di sviluppo mutualistico, realizzati con il contributo della Camera di Commercio di Bologna, previsti per il 2026, con altrettanti incontri kick-off dedicati ai temi della Salute, del Lavoro e dell’Abitare. Al fianco dell’associazione, in qualità di partner metodologico, SCS Consulting, società specializzata in consulenza strategica, organizzativa e di sostenibilità.

I percorsi di sviluppo mutualistico nascono dalla volontà di affrontare in modo cooperativo le grandi transizioni in corso — demografiche, sociali, economiche — costruendo risposte condivise tra imprese associate, stakeholder territoriali e istituzioni. L’obiettivo è duplice: rafforzare la mutualità interna al sistema cooperativo e contribuire al dibattito pubblico in vista del Terzo Piano Strategico Metropolitano e del Congresso Legacoop 2027.
I kick-off, che si sono verificati da remoto e hanno visto una nutrita partecipazione da parte delle cooperative associate aderenti ai vari percorsi, sono stati un momento utile per presentare le modalità di realizzazione e le tempistiche del progetto. Per renderlo il più efficace possibile, sono state previste tre fasi: una fase di ricerca, una fase di ingaggio e una fase di restituzione. La seconda fase, in particolare, sarà fondamentale per delineare il quadro territoriale sul tema approfondito: le cooperative aderenti saranno chiamate alla compilazione di una survey e a partecipare ad un momento di confronto attraverso interviste one-to-one di approfondimento e due workshop.

Nei prossimi mesi prenderanno il via anche i tavoli su Welfare e Agrifood, completando così i cinque cantieri mutualistici con cui Legacoop Bologna intende crescere insieme alle sue cooperative e al territorio metropolitano.
«Crediamo che mettere in comune competenze, dati, punti di vista ed esperienze tra il sistema cooperativo e i suoi stakeholder sia la condizione per trasformare ricerca e confronto in scelte condivise, alleanze e soluzioni concrete» sottolinea Simone Fabbri, responsabile Relazioni esterne di Legacoop Bologna.
Come attrarre persone verso il lavoro cooperativo e rispondere al fabbisogno di manodopera? Come rafforzare l’integrazione tra sistema pubblico, sanità integrativa, mutualismo e cooperazione sociale? Come produrre accessibilità abitativa nei processi di rigenerazione urbana? Come valorizzare la cooperazione come infrastruttura di prossimità e rendere il cibo più accessibile e sostenibile? I cinque percorsi nascono da queste domande e si aprono al contributo di istituzioni, imprese, università, finanza, rappresentanze sociali e comunità locali. È da qui che i cantieri mutualistici vogliono produrre valore: rafforzando la relazione tra cooperative e soci, generando analisi e proposte, sostenendo nuove connessioni di business e offrendo contenuti utili al futuro di Bologna metropolitana.
«Oggi il punto non è solo capire che cosa sta cambiando, ma come e con chi vogliamo costruire le risposte. La cooperazione può essere un soggetto decisivo se mette a disposizione del territorio la propria capacità di tenere insieme impresa, lavoro, coesione sociale e interesse generale. Per questo la nostra programmazione è aperta: vogliamo costruire contributi utili alle cooperative, ma anche al futuro del nostro territorio» ha detto la presidente di Legacoop Bologna, Rita Ghedini.