Bologna, 15 dic. – Memoria e innovazione, radicamento storico e capacità di interrogare il presente. È il filo rosso che ha attraversato la terza edizione del Premio Luciano Calanchi e Adriano Turrini, consegnato al Teatro Testoni di Bologna a giovani studiose e studiosi capaci di leggere le trasformazioni del mondo cooperativo senza separarle dalle grandi sfide del nostro tempo.
Un premio che porta i nomi di due cooperatori che hanno fatto della visione e del rigore una cifra del loro impegno pubblico.
Promosso da Legacoop Bologna, insieme a Fondazione Barberini e Fondazione Unipolis, il riconoscimento ha premiato tre lavori che affrontano, da prospettive diverse, questioni centrali: sostenibilità ambientale, trasformazione digitale, dignità del lavoro e mutualismo.
I lavori premiati
Il premio per la tesi di laurea magistrale è stato conferito a Tommaso Malpensa, per Il concetto di mutualismo e il trattamento economico del socio lavoratore di cooperativa. Un lavoro che attraversa diritto commerciale, diritto del lavoro e analisi sociologica, per interrogare l’attualità del “vantaggio mutualistico”.
Attraverso lo studio di casi concreti e della contrattazione collettiva, la tesi vuole dimostrare come la cooperazione continui a rappresentare un’alternativa possibile all’impresa capitalistica, soprattutto nella capacità di garantire condizioni di lavoro eque e partecipazione democratica, pur dentro un contesto economico complesso.
Il premio per la tesi di dottorato è andato a Francesca Gabbriellini, per Emilia verde. La cooperazione di consumo e le sfide della questione ambientale: il caso Coop Emilia Veneto (1983–1996). Una ricerca che incrocia storia d’impresa e storia ambientale, restituendo profondità storica a un tema spesso raccontato come esclusivamente contemporaneo.
Attraverso l’analisi delle campagne di educazione al consumo e delle mobilitazioni contro l’inquinamento, il lavoro mostra come la cooperazione di consumo abbia rappresentato, già negli anni Ottanta e Novanta, un laboratorio di cittadinanza ambientale. Un contributo prezioso per comprendere come la sostenibilità possa essere parte strutturale dell’identità cooperativa, e non una semplice risposta alle mode del presente
Il premio per il progetto di ricerca comparato è stato assegnato a Laura Eccher, con Intercooperation versus Scaling: Rethinking Mushrooming in the Cooperative Movement through Digital Platforms (Intercooperazione contro scalabilità: ripensare la crescita esponenziale nel movimento cooperativo attraverso le piattaforme digitali). Al centro del lavoro c’è il tema del platform cooperativism e una domanda cruciale: come possono crescere le cooperative digitali senza snaturarsi?
La risposta proposta passa dall’intercooperazione, da reti orizzontali e da modelli di sviluppo non centralizzati, come dimostra il caso studio di CoopCycle. Una ricerca che parla direttamente al futuro del lavoro e dell’economia digitale, offrendo strumenti teorici e pratici per immaginare alternative credibili al capitalismo delle piattaforme
Durante la cerimonia è emersa con forza la dimensione politica – nel senso più alto del termine – di questo premio. Come ha ricordato Rita Ghedini, questi lavori non sono semplici esercizi accademici, ma strumenti di lettura del presente e di progettazione del futuro. “Questi lavori”, continua Rita Ghedini, ci aiutano a leggere il presente e a progettare un futuro più equo, onorando l’eredità morale di Calanchi e Turrini”.15

















