Bologna, 10 settembre – Prende ufficialmente il via il percorso Agrifood, quinto ed ultimo tassello della Programmazione 2026 “Percorsi di sviluppo mutualistico” con cui Legacoop Bologna sta affrontando le principali transizioni in corso sul territorio. Il kick-off si è svolto lo scorso 10 settembre, alla presenza delle cooperative del comparto agroalimentare che hanno aderito al tavolo.
Ad aprire i lavori è stato Simone Fabbri, responsabile relazioni esterne e sostenibilità di Legacoop Bologna, che ha ringraziato le realtà presenti – attive nell’agroalimentare a livello metropolitano, nazionale e internazionale – e ha ricollocato il nuovo percorso all’interno della cornice complessiva della Programmazione 2026. Dopo i tavoli su Lavoro, Salute e Abitare avviati nella prima parte dell’anno, il secondo semestre porta al lancio dei due filoni rimanenti: il Welfare, incentrato sulla relazione di prossimità territoriale e sul welfare allargato – non solo sanitario –, e l’Agrifood, dedicato alla filiera agroalimentare rappresentata dalle cooperative associate.
Un duplice obiettivo: valore e buone pratiche
Il percorso Agrifood si pone due obiettivi principali. Il primo riguarda il riconoscimento del valore sociale, culturale e ambientale della filiera cooperativa: identificare gli elementi che rendono distintiva la produzione agroalimentare cooperativa rispetto alla logica di mercato, rafforzando il legame tra cibo, salute ed educazione secondo i principi del Manifesto cooperativo della Dieta Mediterranea. Il secondo obiettivo è la sistematizzazione e valorizzazione delle buone pratiche: mappare le esperienze di sostenibilità già attive nella filiera, con particolare attenzione alla lotta allo spreco alimentare, all’educazione alimentare, al contrasto al cambiamento climatico, alle energie rinnovabili e all’economia circolare, per far emergere connessioni ed elementi comuni tra le diverse cooperative.
Il percorso prevede una fase di interviste one-to-one con i soggetti coinvolti, seguita da un workshop finale collettivo. L’obiettivo è duplice: riconoscere le esperienze già maturate dalla filiera cooperativa sul fronte della sostenibilità ambientale, mettendo in evidenza le inter-relazioni esistenti tra i diversi soggetti cooperativi, e provare a far convergere i percorsi individuali verso possibili traiettorie di sviluppo comune.
Dieci cooperative al tavolo

Hanno espresso la propria volontà di aderire al tavolo dieci cooperative del territorio: Conapi, Agribologna, Alce Nero, Granarolo, Coop Alleanza 3.0, Coind, Camst Group, Progeo, Conor e Il Raccolto. Legacoop Bologna ha inoltre indicato l’intenzione di valutare eventuali interlocuzioni con altri attori territoriali selezionati in base alla rilevanza nel comparto Agrifood.
Il metodo: ricerca e restituzione
Daniela Longo di SCS Consulting ha poi illustrato la struttura operativa del percorso, articolata in due fasi.
La prima, di ricerca e ingaggio, prevede il coinvolgimento diretto delle cooperative partecipanti per mappare le buone pratiche innovative e replicabili all’interno della filiera, analizzando attività e valore generato insieme alle progettualità a maggiore impatto sociale e ai possibili margini di miglioramento nei processi di filiera integrata.
La seconda fase, di restituzione, è fissata in presenza per la metà di ottobre (in una data ancora da stabilire) e coinvolgerà nuovamente le cooperative aderenti per discutere le principali evidenze emerse dalla mappatura e i possibili elementi distintivi del modello di filiera cooperativa da valorizzare verso il mercato, in chiave di competitività e di capacità di generare impatti positivi e duraturi per il territorio.
Con l’avvio del tavolo Agrifood, la Programmazione 2026 di Legacoop Bologna completa così il quadro dei cinque percorsi di sviluppo mutualistico, i cui esiti confluiranno nei prossimi mesi nel Terzo Piano Strategico Metropolitano e nel Manifesto Cooperativo per l’Italia.