Bologna, 24 giu. 2025 – La transizione energetica non è più una prospettiva, ma una necessità concreta che impone scelte rapide e consapevoli. È partendo da questa urgenza che si è tenuto il workshop L’energia in comune, promosso da Legacoop Bologna in collaborazione con WeWez, Innovacoop, CEE (Consorzio Esperienza Energia) e Legacoop Estense. L’obiettivo: fornire strumenti operativi e una visione strategica alle cooperative che vogliono essere protagoniste del cambiamento grazie alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
L’energia come leva di sostenibilità e competitività
Negli ultimi anni, il costo dell’energia è diventato una variabile critica per le imprese. Come ha ricordato Fabio Zambelli, Direttore Generale del CEE, oggi l’Italia paga uno dei prezzi energetici più alti d’Europa, un gap che penalizza la competitività. Inoltre, gran parte del costo in bolletta è composto da oneri di sistema, che potrebbero – secondo alcune proposte – essere spostati sulla fiscalità generale.
In questo contesto, le CER rappresentano una soluzione concreta, sostenibile e radicata nei territori. Il recente Decreto CACER e l’estensione del contributo PNRR ai comuni fino a 50.000 abitanti hanno aperto nuove opportunità. Il modello cooperativo, per natura inclusivo e democratico, si rivela particolarmente adatto a promuovere questi percorsi.
Le cooperative ci sono
Lo dimostra il profilo energetico restituito da Paolo Benfenati presidente della cooperativa WeWez: il 75% delle cooperative ha già un impianto fotovoltaico, e l’82% è pronto a installarne uno nuovo. Il 100% delle cooperative agricole si dice favorevole all’agrivoltaico, una pratica che integra produzione agricola ed energetica, generando un doppio reddito.
Ma aderire a una CER significa molto più che installare pannelli solari: vuol dire costruire un modello condiviso, ridistribuire valore, semplificare la rendicontazione di sostenibilità, migliorare gli indicatori ESG, e persino offrire forme di welfare aziendale, come l’adesione gratuita delle famiglie dei dipendenti.
CER: chi può partecipare e come funziona
Una CER può includere cittadini, PMI, enti pubblici, associazioni, cooperative e persino enti religiosi, purché i soggetti rientrino nella stessa cabina primaria. I grandi operatori energetici sono invece esclusi, per evitare dinamiche di concentrazione.
Il meccanismo è semplice: più produttori e consumatori partecipano e si sincronizzano nella produzione e nel consumo di energia rinnovabile, più alti saranno gli incentivi ricevuti, sotto forma di una tariffa premio garantita per vent’anni (fino a 110 €/MWh).
Innovacoop: un ponte tra opportunità e progetto
Come ha sottolineato Sandra De Svaldi, il ruolo di Innovacoop è strategico per rendere accessibili alle cooperative i progetti regionali, nazionali ed europei sul tema delle CER. Attraverso percorsi come Respira, Encom HUB, Social NRG e Citizen-led renovation, le cooperative vengono accompagnate nella progettazione, accesso ai bandi e rendicontazione.
“L’energia democratica si addice bene a imprese con una governance democratica”, ha affermato De Svaldi.





















