Bologna, 30 apr. – Una narrazione e insieme una riflessione sul valore sociale del lavoro, attraverso immagini, testimonianze, fatti e numeri della parabola dell’occupazione in Italia. Un campo che, dopo le conquiste ottenute a prezzo di dure lotte, negli ultimi decenni è tornato a essere terra di precariato e difficoltà, tanto che i dati Eurostat certificano che l’Italia è tra ultima tra i grandi Paesi occidentali per retribuzione netta media parametrata al potere d’acquisto.
È Al Lavoro, mostra fotografica e multimediale che ha inaugurato il 1 maggio, giorno della Festa dei Lavoratori, al DumBO di Bologna, per restare aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 18 maggio.
“Con questa mostra – ha sottolineato Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – vogliamo portare al centro dell’attenzione pubblica il significato profondo del lavoro: non solo come fattore produttivo, ma come strumento di dignità, realizzazione e autonomia della persona. In un tempo attraversato da profonde trasformazioni e segnato dalle disuguaglianze, la cooperazione continua a operare per affermare un altro modello economico: un modello che metta le persone al centro, che crei valore condiviso e che, attraverso il lavoro, costruisca comunità più giuste e inclusive, prendendosi la responsabilità di intervenire anche in quei “territori di confine” in cui il lavoro è condizione di rischio per le persone e la società. Questa mostra è un invito a guardare i volti, le mani, le storie di chi lavora e di chi, attraverso il lavoro, ha trovato o cerca un futuro. È anche un’occasione per ribadire che il lavoro, quando è fondato sulla partecipazione, sul mutualismo e sulla responsabilità, è la leva più potente per generare trasformazione sociale.”
“Al Lavoro” offre un ritratto del mondo del lavoro soprattutto fotografico, ma anche attraverso video e installazioni, documenti e reportage, testimonianze, tavole grafiche e opere d’arte, per un totale di oltre 200 materiali. Alla presentazione dell’esposizione ha preso parte il sindaco di Bologna Matteo Lepore ed è stata guidata dai curatori Francesca Marzotto (Progetto Comunicazione) e Samuele Pellecchia, (Agenzia fotografica Prospekt), insieme ai rappresentanti dei promotori: Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, Michele Bulgarelli, segretario generale della Cgil di Bologna, Marco Fossi, amministratore delegato di Factorcoop, e Roberto Lippi, direttore della Fondazione Barberini. Presenti anche i rappresentanti delle realtà che hanno contribuito alla realizzazione: Fondazione MAST, G.D (a Coesia company), SCS Consulting. “
“La mostra ha un grande merito – ha detto Michele Bulgarelli, segretario generale della Cgil di Bologna –, quello di rimettere al centro della nostra società il valore del lavoro e la dignità di chi lavora, indispensabili per ridare vitalità alle nostre democrazie, perché, come ha scritto Maurizio Landini, “c’è un nesso inscindibile tra il lavoro e la democrazia”. Attraverso le immagini, ricordiamo che la storia del mondo del lavoro è fatta di conquiste e di sconfitte, si va avanti e si arretra: lo vediamo nella “linea del tempo dei diritti” e attraverso le lotte. Sono molto contento che in questa mostra siano raccontate le vertenze che hanno attraversato la nostra città e la nostra montagna, attraverso i veri protagonisti e i veri volti: le lavoratrici e i lavoratori”.
“Sono convinto – ha aggiunto l’amministratore delegato di Factorcoop Marco Fossi – che sia fondamentale ridare valore al lavoro, come prevede la nostra Carta costituzionale, quale elemento fondante della convivenza civile nel nostro Paese. Un valore che è fedele al dettato della Carta dei valori delle Cooperative di consumatori, che si ispirano all’etica del lavoro e alla responsabilità sociale”.
“Il lavoro è il cardine della cooperazione – ha affermato Roberto Lippi, direttore della Fondazione Barberini –. Mostrare per immagini il lavoro significa simbolicamente rappresentare la dignità, i diritti, i valori. Il lavoro in cooperazione è soprattutto partecipazione, collaborazione, condivisione. Significa fare insieme, significa equità, significa anche equilibrio con la vita privata e significa equità tra uomo e donna. L’arte spesso riesce a rappresentarci il meglio di tutto ciò con le mani, i volti, le persone… la fatica”.
Al Lavoro” gode del patrocinio del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI.















