Bologna, 9 lug. – Al Tecnopolo di Bologna arriva il terzo appuntamento del ciclo “Cooperare per evolvere”, rassegna ideata da Legacoop Bologna per celebrare l’80° anniversario della sua nascita. Dopo gli appuntamenti con Stefano Mancuso e Telmo Pievani, questa serata ha messo al centro la scienza e il suo rapporto profondo, e spesso sottovalutato, con la cooperazione.
Main partner della serata Coop Alleanza 3.0 e Unilog – Good Truck, a cui sono affidati i saluti iniziali. Ad aprire l’incontro Andrea Volta, vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, che ha ricordato come le celebrazioni degli 80 anni siano anche l’occasione per riflettere sul futuro. “I prossimi vent’anni li vedo molto sfidanti per la cooperazione, ha dichiarato Andrea Volta, “solo se sapremo ascoltare davvero le persone, coinvolgerle, potremo dire di essere ancora più forti e soprattutto più utili.”
Claudio Leoni, amministratore delegato di Unilog, ha ripercorso la storia delle cooperative che hanno dato origine alla sua impresa, ricordando come la fusione tra esperienze diverse abbia creato valore. “Se vuoi andare veloce vai da solo” se vuoi andare lontano vai insieme. È così che nasce la nostra storia, ha concluso Claudio Leoni.”
Prima di lasciare il palco al dibattito tra i due scienziato, Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna, ha voluto sottolineare come “cooperare significhi prendersi cura del futuro.
Rita Ghedini ha messo in evidenza il senso profondo del ciclo “Cooperare per evolvere”, che guarda alla cooperazione come forma di “relazione fondativa del nostro modello di sviluppo”. “La cooperazione è obbligata al futuro, ha concluso Ghedini, “è un’impresa intergenerazionale, strutturalmente orientata a costruire pace, crescita e giustizia per tutti.”
Bertolucci, Cifarelli e Caprara: la scienza è coopetition (cooperazione + competizione).
Il cuore della serata è stato il dialogo tra Sergio Bertolucci, già direttore scientifico del CERN, Luisa Cifarelli, fisica e professoressa emerita dell’Università di Bologna, e il giornalista scientifico Giovanni Caprara. Un confronto che ha portato sul palco del Tecnopolo di Bologna, i temi dell’etica, della politica e del futuro della scienza. A partire da una domanda fondamentale: come si conciliano collaborazione e competizione nella ricerca? Per Bertolucci, “nella scienza si coopera per necessità, ma si compete per passione e visione”, coniando il termine coopetition, fusione di cooperation e competition. La collaborazione, ha spiegato, rende la scienza più resiliente ai pregiudizi e più capace di evolvere: “Nella scienza, il vero ostacolo non è la complessità ma sono i bias. Collaborare significa mettere insieme approcci, culture e punti di vista, liberandosi dalle gabbie del pensiero unico.”
Anche Cifarelli ha sottolineato come il CERN, nato nel dopoguerra per unire l’Europa attraverso la scienza, rappresenti un modello ancora valido: “Una scienza senza segreti e senza frontiere, che sa parlare di pace anche nei momenti più difficili.” I due scienziati hanno discusso anche delle fratture geopolitiche attuali, delle esclusioni imposte alla Russia e delle possibili tensioni future con Israele, ribadendo che la scienza è neutra, ma il suo uso non lo è. Spazio anche al rapporto tra ricerca di base e industria, tra scoperte e applicazioni: dai computer quantistici alla fusione nucleare, dall’intelligenza artificiale al machine learning. Secondo Cifarelli, “le sfide tecnologiche devono avanzare insieme alla cultura e alla conoscenza: senza una società informata, il rischio è il rigetto”. Bertolucci ha parlato della necessità di “costruire la zattera mentre si nuota”, ovvero affrontare il cambiamento tecnologico già in corso investendo su giovani, formazione e cooperazione internazionale. Entrambi hanno richiamato l’Europa a un ruolo più forte, più unito, più lungimirante (un momento che ha suscitato gli applausi del pubblico): “Se non facciamo gli Stati Uniti d’Europa, non potremo mai competere con i colossi globali.” Caprara ha chiuso il dialogo ricordando che la sfida più urgente è quella culturale: trasmettere conoscenza, difendere la razionalità e costruire comunità. Perché, come ha sintetizzato Bertolucci: “Il nostro modello attuale corre più veloce della tigre solo se siamo più veloci l’uno dell’altro. Ma se vogliamo andare lontano, dobbiamo andare insieme.”
Guarda il video integrale della serata.























































