Un tessuto tecnico dagli scarti del vino. Vegea premiata a Think4Food

Si chiama Vegea textile, è un tessuto tecnico ottenuto dagli scarti dell’industria vitivinicola, da impiegare nella moda, nell’arredamento, nel packaging, negli interni auto. E’ l’idea di Vegea, startup trentina che, ex equo con Beeing, si è aggiudicata il primo premio di Think4Food, la call di Legacoop Bologna rivolta a startup, ricercatori e studenti universitari con idee innovative per lo sviluppo sostenibile nel settore agroalimentare.

Che cos’è Vegea textile

Si parte da una materia prima vegetale, le vinacce, e si arriva a un prodotto similpelle. “Rispetto alla pelle animale, che chiaramente parte da animali, e rispetto alle pelli sintetiche, che utilizzano polimeri petrolchimici, l’innovazione del nostro tessuto tecnico consiste nell’impiegare una materia prima vegetale”, spiega Francesco Merlino, di formazione chimico, cofondatore della startup insieme all’architetto Gianpiero Tessitore.

Il progetto Vegea è partito nel 2014, due anni dopo è nata l’azienda. “All’inizio abbiamo analizzato varie filiere industriali, alla fine quella vitivinicola si è rivelata la migliore – racconta Merlino -. Ci serviva un componente per fare il polimero da spalmare sul tessuto, l’abbiamo fatto con la componente lignocellulosica e gli olii ottenuti dalle vinacce”.

Vegea nel network di Think4Food

Il premio da 3.500 euro ottenuto a Think4Food sarà impiegato da Vegea Textile in ricerca e sviluppo, in particolare nell’industrializzazione del prodotto, che ora deve uscire dalla fase del prototipo. “E’ stato interessante partecipare a Think4Food, siamo entrati in contatto con il network di Legacoop, che in Emilia-Romagna ha tanti associati nel settore vitivinicolo, e questo – prevede Merlino – ci sarà molto utile nella costruzione della filiera di reperimento della materia prima a livello nazionale la filiera, quando entreremo nella fase della produzione”.

[foto dalla pagina Facebook di Vegea]