Legacoop Bologna sostiene l’Open Innovation Program dell’Università di Bologna

È partito l’Open Innovation Program, il nuovo programma di educazione all’innovazione promosso da AlmaCube, l’incubatore di imprese dell’Alma Mater e di Confindustria, realizzato in collaborazione con importanti realtà del mondo industriale e dei servizi. Sono venti gli studenti dell’Università di Bologna selezionati, che potranno lavorare con aziende come Barilla, Tetra Pak, Audi o YNAP, partecipando a due programmi internazionali esclusivi basati sul metodo del design thinking.

Questa prima edizione prevede due linee di attività entro i programmi internazionali SUGAR (Stanford University Global Alliance for Redesign), lanciato dalla Stanford University, e CBI-ER (CERN Challenge Based Innovation Emilia Romagna), promosso dal CERN di Ginevra, con progetti finanziati da Poggipollini, Barilla e Legacoop Bologna.

“Abbiamo scelto di sostenere l’Open Innovation Program dell’Università di Bologna – spiega Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – per rafforzare la connessione tra le imprese cooperative del territorio e gli studenti. Uno dei principi fondanti della cooperazione è quello dell’intergenerazionalità, da sempre l’attenzione verso le giovani generazioni è di vitale importanza per il mondo cooperativo. Il programma di AlmaCube rappresenta anche un’ottima occasione per far conoscere i benefici dell’Open Innovation alle imprese associate a Legacoop Bologna. Partiremo dai bisogni delle imprese cooperative e accompagneremo gli studenti nella progettazione dei prototipi”.

Il bando era rivolto agli studenti dei corsi di laurea magistrale e a ciclo unico dell’ateneo. Sono stati selezionati venti talenti tra ingegneri, designer, economisti, scienziati, giuristi, medici e umanisti, ragazze e ragazzi che formeranno team interdisciplinari insieme ad altri studenti di atenei nazionali e internazionali. Le squadre saranno al lavorano fino alla prossima primavera nell’ambito dei due programmi internazionali SUGAR e CBI-ER. Le attività in Italia si svolgeranno a Bologna presso la nuova sede di AlmaCube, in via Ugo Foscolo 7, mentre per ciascun partecipante è previsto un contributo fino a 2.800 euro per un periodo da trascorrere al CERN o all’Università di Stanford in California. AlmaCube mette a disposizione borse di studio per contribuire alla copertura dei costi dei viaggi degli studenti al CERN, nella Silicon Valley, in Giappone e in Cina.

“L’Open Innovation Program è un’iniziativa molto importante per il nostro Ateneo”, dichiara Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna. “Si tratta di un’attività che conferma la forte volontà dell’Alma Mater di rafforzare le collaborazioni con il mondo delle imprese e far nascere così nuove opportunità di innovazione e imprenditorialità per i nostri studenti”.

“Con SUGAR, ispirato dalla Stanford University, si lavora in un network globale di innovatori provenienti da tutto il mondo; il programma CBI-ER del CERN è svolto invece insieme all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e all’Università degli Studi di Ferrara, e ci sta facendo capire quanto sia più facile avere impatto sul territorio lavorando in questo modo”, aggiunge Matteo Vignoli, coordinatore dell’Open Innovation Program.

Le imprese accompagneranno i ricercatori e i ragazzi coinvolti in questa esperienza di scoperta, seguendoci in tutte le nostre attività”, precisano Francesco D’Onghia e Clio Dosi, responsabili dei programmi SUGAR e CBI. “E ci saranno anche tre momenti intermedi durante i quali tutti gli stakeholders e i ragazzi si ritrovano per sintetizzare gli apprendimenti e programmare le esplorazioni successive”.

I programmi si chiuderanno rispettivamente a febbraio per CBI e a giugno per SUGAR. I risultati verranno presentati alla cittadinanza in un evento finale a conclusione delle attività.